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Presentazione: il pene

IL PENE, QUESTO SCONOSCIUTO

Come controllare il nostro compagno di giochi

Pensalo come una Mercedes SL. Forse gli vorrai più bene.

Gli uomini sono incredibilmente scortesi con il loro pene. Lo prendiamo a male parole, gli gridiamo addosso, lo ignoriamo, lo insultiamo, lo schiaffeggiamo. Quando facciamo sport o anche nello sport dell'amore lo lasciamo vulnerabile e senza protezioni.

Pensaci un momento: e se dovessi sostituirlo domani?

Tutto assieme, stiamo parlando di qualcosa come 50.000 euro. Dovrai soffrire per almeno un mese e avrai bisogno di un aiuto professionale per riconciliarti con il prodotto finale.

Sì, i medici possono ricostruire un pene. Una operazione che si chiama falloplastica. Specialisti diversi impiegano procedure chirurgiche diverse ma fondamentalmente ti prelevano pelle dall'addome o dall'avambraccio e l'arrotolano creando un'appendice simile a una salsiccia utile per orinare, ma poco altro. Non c'è tessuto erettile; per qualcosa che possa avvicinarsi a quella funzione, c'è bisogno di una pompetta, un'inserzione o una tasca speciale.

Gli aspiranti pazienti per questa operazione comprendono uomini che hanno subito un tipo di incidente che non osiamo immaginare e persone che ritengono di essere esse stesse degli incidenti genetici: transessuali nati con un corpo da donna ma che si considerano uomini.

Che ci siano persone disposte a sottoporsi a tante traversie per avere quello che tu dai per scontato svela due verità.

(1) Il pene è il centro mentale e fisico della mascolinità; (2) quella che ti penzola fra le gambe è una macchinetta straordinaria.

Un circuito idraulico complesso

Vedi, un pene è molto più complicato di un salsicciotto di pelle arrotolata con dentro un buco. Ma cominciamo dal buco. Il tubo che finisce all'estremità del pene si chiama uretra e l'attraversa per intero arrivando fino alla vescica, l'organo dove si raccoglie l'urina. L'uretra è circondata nel pene da un tessuto molle che si chiama corpo spugnoso.

La punta del pene, il glande, quella parte così terribilmente sensibile, è completamente avvolta in questo tessuto. Glande deriva dalla parola latina che significava ghianda, proprio perché in una certa misura le assomiglia.

Quanto al resto del fusto del pene, subito sotto la superficie cutanea ci sono due recipienti affiancati, costituiti di tessuto erettile, che si chiama­no corpi cavernosi. Un'arteria centrale li percorre entrambi. Durante l'e­rezione questi recipienti svolgono la funzione di giocatori di punta. Vengono congestionati dal sangue, trasformando il pene in un'enorme arteria virtuale. Per ulteriori informazioni, vedere erezione a pagina 20.

Ciascuna delle arterie centrali si dirama in migliaia di minuscole terminazioni che, rispondendo al segnale prestabilito, inondano spazi microscopici, provocandone il rigonfiamento e il turgore. È una meraviglia dell'anatomia umana che la chirurgia non è in grado di replicare.

Permette al pene di eseguire due funzioni molto diverse: orinazione e fecondazione. Due strumenti in uno. Pensalo come il temperino svizzero dell'anatomia umana.

Ti lusingherà sapere che il tuo pene è più grosso di quello che pensi. Entra in profondità dentro di te, arrivando fin quasi all'ano. Passa sotto la prostata, dove si biforca in due rami; questi due rebbi, chiamati bracci, sono agganciati alle ossa del bacino. (È possibile che tu sia riesca a sentirli se durante un'erezione premi un dito tra ano e scroto). Come qualunque grattacielo ben costruito, il pene si appoggia a questi "plinti" sotto alla superficie; sono loro a conferirgli stabilità. Tu e l'Empire State Building.

Tutto questo è riepilogato nel disegno allegato. Qualcuno chiederà: "Dov'è il suo cervello?" Spiritosone. Altri potrebbero chiedere: "Se diventa così duro, dov'è l'osso?" Gli esseri umani non ce l'hanno, ma molti altri mammiferi sì.

 

No, non è un osso, non è una lancia o un cannone o una spada o un trapano o uno schioppo. Ci piacerebbe pensare che è invincibile, ma non lo è. Si capisce perché certe donne lo trattano con insensibilità. Un direttore universitario quarantottenne si è così lamentato nel nostro sondaggio: "Le donne credono che il pene di un uomo sia un pezzo di legno o una leva del cambio che si può maneggiare con pochi riguardi. Non si rendono conto di quanto è sensibile e che un tocco delicato ottiene risultati decisamente superiori".

continua
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